| Programma nutrizionale |
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Da un questionario rivolto a liceali di tutta Italia è venuto fuori che il 68% dei maschi ed il 77% delle femmine non è soddisfatto del proprio peso. Il 35% della popolazione italiana è in sovrappeso (intendendo come soprappeso un Indice di Massa Corporea che si attesta su valori compresi tra 25 e 30) ed il 9,1% è obesa (intendendo come soprappeso un Indice di Massa Corporea superiore a 30). Questi dati inquietanti ci sottolineano che sicuramente abbiamo dei problemi rispetto al giusto approccio all’ alimentazione!
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Ma qual è il giusto approccio all’ alimentazione? Non sarebbe difficile dare una risposta basata su dati scientifici seri filtrati dal buon senso e dall’ esperienza di uno specialista ma la verità è che la risposta fa fatica ad arrivare al paziente un po’ per resistenze psicologiche ma anche e soprattutto per il bombardamento continuo di informazione pseudoscientifiche il cui scopo non è certo ciò che si aspetta il paziente! Una buona dieta non si misura dalla perdita di peso sulla bilancia in 15 giorni e non ci sono certo scorciatoie! Dimagrire vuol dire perdere massa grassa di deposito, non perdere chili. E per avere risultati efficaci abbiamo bisogno di tempi lunghi: se ad un anno di distanza dall’ inizio del piano dietoterapico il risultato è che la massa grassa di deposito è scesa sotto dei valori soglia indicati dalla comunità medico-scientifica, possiamo dire di aver fatto un buon lavoro. Una buona forma fisica prescinde dal solo risultato estetico; uno stile di vita corretto che oltre ad una sana alimentazione includa anche attività fisica leggera quotidiana ha realmente dei vantaggi in termine di aumento delle potenzialità e più in generale di una vita più serena e più duratura.
Descrizione del percorso di dietoterapia
La proposta della “dieta che va bene per tutti” non è del tutto appropriata alla popolazione umana data la sua sostanziale eterogeneità. Una buona dieta va personalizzata rispetto allo stato fisio-patologico di un paziente che proprio in virtù di tali caratteristiche è un organismo unico. Non è possibile predire dal solo colloquio quale sarà l’ esito preciso del piano alimentare né tantomeno è possibile localizzare, con la sola correzione delle abitudini alimentari, il dimagrimento, ma è possibile entrare in sintonia con la fisiologia del paziente grazie alle verifiche di controllo periodiche che ci permetteranno di regolare e personalizzare finemente la dieta raggiungendo il duplice obiettivo di ripristinare le condizioni di salute ottimali e regolarizzare il peso corporeo.
Percorso terapeutico
Prima visita La prima fase della visita consiste in un colloquio anamnestico per conoscere lo stato fisio-patologico, lo stile di vita, l’ anamnesi familiare, la storia delle variazioni di peso nell’ arco della vita, del paziente. La seconda fase consiste in un controllo accurato dei parametri antropometrici del paziente (peso, altezza, psicometria, ecc.) La terza fase consiste nella personalizzazione del piano alimentare che poi verrà descritto ampiamente al paziente. Sarà nostra cura dare ampio spazio all’ analisi dello stile di vita del paziente con lo scopo di individuare e correggere eventuali errori importanti. E’ altresì importantissimo che il paziente assimili le nozioni di base dell’ alimentazione per fuggire in seguito alla disinformazione imperante in questo settore e che esprima e soddisfi le proprie curiosità arrivando anche a discutere delle nuove frontiere della nutrizione, campo in fervente trasformazione!
Visita di controllo
La visita di controllo rappresenta un importantissima e delicatissima fase del iter dimagrante poiché è in questa sede che verifichiamo se la dieta è riuscita a incontrare i bisogni e le necessita nutritive del paziente all’ interno della sua quotidianità. Ci sarà di volta in volta, una verifica dei parametri antropometrici per rendere scientificamente valido il miglioramento o correggere eventuali errori non corretti in precedenza e/o emersi nella prima fase oppure ancora analizzare gli eventuali problemi incontarti. Anche qui ci sarà spazio per soddisfare quesiti e curiosità del paziente. Di solito la prima visita di controllo si esegue circa un mese dopo la prima visita e le successive (almeno 4 in tutto) vengono dilazionate in un arco di tempo un po’ più lungo. Ci riserviamo ovviamente di apportare variazioni, proprio al fine di personalizzare il trattamento, e sul numero delle visite di controllo e sulla frequenza di queste.
DIETA
Questo programma dietetico si pone quattro obiettivi:
• il controllo della fame con un’ azione mirata sulle tre componenti della sazietà: 1. nutrizionale 2. gastrica 3. sensoriale
• il controllo dell’ insulina e della glicemia con una equilibrata associazione dei nutrienti • il controllo del peso con il giusto apporto energetico • l’ acquisizione dei principi basilari della nutrizione umana
è una dieta che da un lato mira a garantire i corretti (né di più né di meno) fabbisogni nutrizionali del paziente, dall’ altro mira alla sensibilizzazione culturale dello stesso.
Una buona dieta dura tutta la vita!!!! Ovviamente per dieta non si intende quello stato di fame perenne che siamo abituati ad immaginare ma semplicemente un modo per ritrovare l’ equilibrio col proprio corpo affinché ricominci a funzionare correttamente rifiutando l’ eccesso a cui era quotidianamente sottoposto. La sazietà è il risultato di tre componenti:
1)la sazietà nutrizionale, la componente di gran lunga più importante, è proprio la disponibilità di tutto ciò di cui il corpo ha bisogno nelle quantità giuste. Non parliamo quindi solo di carboidrati, proteine e grassi ma anche di vitamine e sali minerali.
2)la sazietà gastrica è dovuta invece ad un’ azione meccanica del cibo. Quando ingeriamo del cibo il volume dello stomaco aumenta ed a tale distensione gastrica consegue l’ invio di segnali al cervello che si concretizzano nella sazietà. E’ facilmente intuibile che aumentare l’ utilizzo di cibo ricco in fibre (verdura) aiuta proprio a soddisfare questa componente.
3)la sazietà sensoriale è invece quella che più siamo abituati a coccolare. Non va sottovalutato il suo ruolo nella correzione del proprio approccio alimentare ma sicuramente, nella maggior parte dei casi, va ridimensionata di molto! Soddisfare troppo la sazietà sensoriale di solito è in contrasto con la corretta sazietà nutrizionale ed il risultato di questo squilibrio è una fame costante di alimenti sbagliati ed un aumento di peso.
Regole semplici per un dimagrimento a lungo termine
1. E’ importante fin dall’ inizio essere consci dei propri limiti e aspirare a risultati realistici. La costituzione di un individuo obeso o soprappeso gli impedirà di raggiungere l’aspetto dell’ uomo ideale. Tuttavia, anche un dimagrimento del 10% può rendere importanti benefici alla salute. 2. E’ importante avere ben chiaro il concetto di caloria. Per perdere peso e grasso corporeo, è necessario consumare più calorie di quelle che vengono assunte. E’ altresì importante capire che alla base di un corretto approccio alimentare il solo criterio quantitativo non basta (una caloria di cioccolato non è uguale ad una caloria di olio né ad una di frutta ecc. poiché l’ efficienza metabolica con cui un organismo utilizza i vari macronutrienti è diversa) 3. Il peso ideale non esiste!!!!I canoni ideali si misurano sempre in termini di massa grassa! 4. Il nutrizionista fa la parte più piccola del lavoro, il resto è a carico del paziente 5. Evitare di pensare che il vostro sovrappeso sia dovuto a qualche patologia poiché i casi siffatti sono veramente limitati. Le intolleranze alimentari non fanno ingrassare ma danno tutta una serie di altri disturbi; il metabolismo basso, ammesso che sia il vostro caso, può essere portato a valori più alti in diversi modi, primo tra tutti l’ attività fisica. 6. La dieta dura tutta la vita!!!!!Nel momento in cui, raggiunti i risultati desiderati, si abbandonerà il piano alimentare stabilito in base alle vostre esigenze fisio-patologiche, si incapperà di nuovo negli stessi problemi 7. La dieta giusta per durare così a lungo (tutta la vita!) deve essere ben calibrata. Ciò vuol dire che le dosi raccomandate nella dieta non vanno né aumentate né tantomeno diminuite per giungere a risultati più rapidamente. 8. La dieta giusta quando ben calibrata non riduce alla fame ma soddisfa tutte e tre le componenti della sazietà: nutrizionale, gastrica, sensoriale. Se abbiamo troppa fame vuol dire che il nutrizionista ha sottostimato i fabbisogni nutritivi oppure il paziente commete qualche errore. 9. Dimagrire vuol dire perdere esclusivamente la massa grassa di deposito. Ciò vuol dire che il peso della bilancia da solo non ha molto significato perché non tiene conto della composizione corporea. 10. Un buon dimagrimento non prescinde dall’ attività fisica, componente essenziale di un corretto stile di vita e che oltre ad innalzare i consumi energetici dell’ organismo rende conto di un dimagrimento più omogeneo oltre che a tanti altri vantaggi (per esempio l’ attività fisica è di per sé una sorta di linfodrenaggio e aiuta a combattere la stipsi)
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